Non scordiamoci del lievito

Lo scorso anno per qualche istante mi sono trovata un piccolo inaspettato tesoro tra le mani: in piena pandemia, quando gli scaffali degli italiani pieni di paure e incertezze si sono svuotati dei beni primari, io avevo il frigorifero della Factory pieno di… lievito! In un momento così difficile, in cui tutti eravamo dentro le nostre case, il piccolo cubetto è diventato invece l’oggetto del desiderio di tutti noi.

L’importanza del lievito

Come mai? Beh, perché semplicemente siamo tornati alle origini. Ci siamo ricordati come un ingrediente che ci sembra così semplice, e così poco costoso, ci permetta in verità da millenni di creare meraviglie in cucina, e sia benefico per il nostro organismo. Non so se lo sai, ma potremmo quasi affermare che il Saccharomyces cerevisae, microorganismo composto da una sola cellula che costituisce il lievito, sia stato il primo essere viventi a venire addomesticato: in Mesopotamia lo utilizzavano per produrre bevande, e furono gli Egizi i primi a scoprire le sue proprietà lievitanti per il pane… da allora la strada è stata ed è ancora oggi tempestata di creazioni meravigliose che non sarebbero state possibili senza la sua esistenza.

Non mi dilungo a parlare della pizza, della quale non devo certo essere io a tessere le lodi. Ma sai che il lievito di birra viene comunemente utilizzato in tantissimi altri prodotti, che forse nemmeno immagini? È a lui che dobbiamo per esempio il gusto rotondo e pieno di certi vini, o il sapore frizzante e gustoso della pinta di birra fredda che allieta le nostre serate estive.

E grazie a lui, e alla sua ricchezza in vitamine, possiamo garantire alla nostra pelle, alle unghie e ai capelli un aspetto sano e lucente!

Il lievito in quei mesi cupi è stato speranza. Si è trasformato da semplice ingrediente in mezzo attraverso il quale condurre esperimenti, e riempire il tempo superando la noia e cercando di arginare le ansie, recuperando il contatto con la cucina e il gusto dell’autoproduzione. Ho visto dai miei social e dalle ricerche sul mio sito cosa avete preparato. Brioche per allietare il vostro risveglio, kili e kili di pane alla ricerca dell’alveolatura perfetta, focacce golose sognando il mare… abbiamo riscoperto come un elemento così semplice potesse trasformare acqua e farina, e regalarci qualche momento di piacere in un momento in cui non si sapeva bene dove saremmo andati. E non parlo solo del gusto dei prodotti finali: i gesti dell’impasto, la sensazione di autonomia,  l’attesa della lievitazione, la gioia della prodotto finale perfetto (e della condivisione sui social)  si sono trasformati spesso nella molla delle giornate, che erano davvero troppo lunghe.

E oggi?  Ora che il peggio sembra passato…e che gli scaffali sono di nuovo floridi e i cubetti non sono più così introvabili, sarebbe bene non scordarsi del lievito.

Riflettendoci, potremmo far tesoro delle ricette che ci ha permesso di creare, ma anche delle capacità che ci ha consentito di acquisire in termini di pazienza e di autostima: cosa rende più forti e orgogliosi di sè, di una bella brioche gonfia e dorata che esce proprio dal tuo forno di casa oppure una fragrante Crescia, prima ricetta (tra l’altro) che ho realizzato con @welovelievito?

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