Origini del Carnevale

Le parole d’ordine per questo periodo dell’anno? Libertà, colore, spensieratezza, fritto a volontà. Se ne ho dimenticata qualcuna poco male, procedo immediatamente nel raccontarti le origini del Carnevale.

Origini di Carnevale

Origini del Carnevale: un viaggio nel tempo

Viaggia insieme a me verso mete lontane e pittoresche, all’insegna di ricette tradizionali e usanze tipiche sin dall’antichità.Inizio dall’etimologia del nome, ovvero “carnem levare” che significa “togliere la carne” proprio in riferimento al periodo di Quaresima.

L’antichità

Già nel periodo ionico-attico, in Grecia, si festeggiavano le antiche dionisie: rituali dedicati a Dioniso, il Dio dell’ebbrezza. Queste coincidevano praticamente con i saturnali romani e, similmente alle dionisie, lo scopo era dimenticare i regimi e i legami sociali. Niente più obblighi, imposizioni, ceti, anzi tutto era ribaltato.

Ci si mascherava in onore di Iside, come descrive Apuleio nelle Metamorfosi, tradizione invariata anche in ambito mesopotamico. Il Carnevale può rappresentare un’allegoria del destino, del tempo: il corpo è mortale e l’anima ha bisogno di “sfogarsi” in corpi provvisori, mascherati e non usuali. Si indica il Carnevale come un momento apotropaico, ovvero che aiuta le persone a diventare per poco tempo l’essere da cui si sono travestite: ecco perché si parla anche di inconscia introspezione e di desiderio represso.

Il Cattolicesimo

Con il Cattolicesimo, il Carnevale si è diffuso a macchia d’olio in tutti i paesi Cattolici. Equivale alla Settuagesima ed è collegato alla Pasqua. Il suo scopo, ora, è condannare o scacciare l’impeto di follia considerato quasi stregonesco. Non per nulla in molti luoghi la tradizione vuole concludere i festeggiamenti con il funerale di un fantoccio che rappresenta la promiscuità.

Origini del Carnevale: le tradizioni e le bontà

Carnevale in Italia

Da Bergamo ad Acireale, da Sciacca a Venezia: tutta Italia festeggia e si gusta i dolci tipici del periodo. Carri pittoreschi, maschere fantasiose e caratterizzate in maniera straordinaria, cerimonie tra il religioso e il profano… da Nord a Sud il Carnevale è atteso con trepidazione, anche per le leccornie che lo accompagnano da tempo immemore.

Iniziamo dalle classiche ed irrinunciabili chiacchiere: sfoglie leggere e fritte, servite con uno strato di zucchero a velo. Si chiamano in mille modi – bugie, cenci, cròstoli, frappe, sfrappole, galarane, lattughe e moltissimi altri- ma alla fine tutti noi le conosciamo! C’è chi le intinge per metà nel cioccolato fondente fuso…

Come non gustare le bugie, croccanti fagottini farciti con confettura e Nutella!

Io ricordo che da bambina impazzivo per i tortelli, lisci o farciti, tant’è che ne ho personalizzata una versione con mele e uvetta per ricordare casa mia in Trentino.

Ecco infine le meravigliose lasagne di Carnevale, tipiche del Sud e farcite con ogni bontà presente in frigorifero: uova sode, polpettine fritte, mozzarella, verdure e chi più ne ha più ne metta!

Carnevale senza glutine

Tranquillo, anche se sei intollerante al glutine non dovrai mai più rinunciare alle prelibatezze carnevalesche! Ti presento le mie bugie senza glutine e le mie chiacchiere senza glutine:

I soffici fritti

Anche se ormai si gustano tutto l’anno, a Carnevale non possono mancare le graffe napoletane e le bombe fritte. Ci sono diverse scuole di pensiero su queste ricette, per la presenza o no delle patate, per la cottura nello strutto, per l’aggiunta di crema pasticciera classica o al cioccolato per farcire.

Il motto è semel in anno licet insanire… quindi proviamole tutte, e Buon Carnevale!

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