Come pulire le fave

Pitagorici e sacerdoti dell’antichità erano terrorizzati dalle fave e per secoli non ne fecero consumo. Ora sono invece da considerarsi uno dei legumi più salubri che ci sia. In questo tutorial ti racconto come pulire le fave, dopo un’introduzione tra mitologia, filosofia e curiosità!

Come pulire le fave

Come pulire le fave: le fave nell’antichità

La Vicia Faba è una leguminosa conosciuta da secoli e secoli e che ha attraversato periodi davvero bui. Se oggi è reputata preziosa ed inserita nelle ricette quotidiane e gourmet, secoli o millenni fa era evitata come la peste o collegata addirittura alla morte.

Antica Grecia

Orfici, pitagorici e sacerdoti di Eleusi avevano una regola misteriosa e sacra sul consumo delle fave: non farlo. Evitare le fave – i cuori degli animali e gli afrodisiaci naturali – per loro serviva a mantenere la purezza di corpo e mente. Perché?
Non è chiaro. Si dice che le fave in coltivazione abbiano il potere di attrarre i parassiti (motivo per cui in botanica sono molto utili per distogliere i parassiti dalle altre piante); si credeva che i frutti della pianta, ovvero i legumi, somigliassero sinistramente ad una testa umana o ad un embrione e che quindi fosse proibito mangiarli; inoltre, si credeva che la struttura della pianta fosse semplice e quindi perfetta per far da tramite tra umanità e, grazie alle sue radici, l’Ade.

Roma

Anche a Roma questa pianta non ha avuto vita facile, ma in compenso era ritenuta sacra ed era molto rispettata. Gli antichi romani la collegavano ai lèmuri, che letteralmente in latino significa “creatura della notte”: la vita notturna di questi animali, collegata al loro vagare senza metà in città come spiriti tormentati, era diventata simbolo di morte o di uno spirito senza pace. Ecate, la dea protettrice di streghe e vite notturne, sembra abbia indicato agli uomini di gettarsi alle spalle alcune fave come gesto scaramantico per tener lontani gli spiriti. Questo rito era eseguito durante i Lemuria, le feste istituite da Romolo – per tener lontano lo spirito del fratello Remo, ucciso da lui stesso – e che cadevano a metà maggio.

Come pulire le fave: le fave oggi

Che alone sinistro hanno avuto le fave attorno a sé! La Storia e le esigenze naturali e biologiche hanno cambiato la situazione, rovesciandola. Oggi le fave sono considerate una panacea tra gli alimenti ricchi di proteine e vitamine; il loro sapore delicato ma inconfondibile le rende perfette per piatti ricchi come torte salate o secondi più leggeri come frittate.

Proprietà

Una delle qualità più preziose delle fave è la presenza di L-dopa che, per il nostro organismo e nella fattispecie per il nostro cervello, è simile alla dopamina e all’epinefrina: le fave avrebbero quindi in nuce il potere di aiutare in casi di Parkinson e in genere nelle attività motorie.
Anche il manganese, minerale presente in alta percentuale nelle fave, può essere utile per prevenire osteoporosi o reumatismi. A livello epidermico, la loro vitamina A ci aiuta a mantenere la pelle levigata e luminosa. Nella dieta quotidiana, sono un’ottima fonte di proteine e fibre entrambe perfette aiutanti in un’alimentazioni ipocaloriche.

Come pulire le fave

Favismo

E’ purtroppo un problema molto serio, che interessa soprattutto la popolazione sarda e greca; si tratta di un difetto congenito che ha dirette conseguenze sulla sopravvivenza dei globuli rossi. Una volta che il metabolismo assorbe le fave dopo la loro assunzione, si verificano problematiche più o meno gravi. Consola il fatto che, per non subirne, basta evitare determinati alimenti come, appunto, le fave.

Come pulire le fave: procedimento

In commercio trovi anche le fave secche, complete oppure decorticate: queste, come ogni legume secco (ad eccezione delle lenticchie rosse) decorticate, hanno bisogno di un ammollo prolungato e di una cottura proporzionata alla tempistica di ammollo. Le fave fresche, invece, possono essere consumate direttamente anche crude.

Si acquistano in baccelli, ecco come pulire le fave: stacca una delle due estremità del baccello e apri i lembi partendo dalla venatura centrale. Stacca delicatamente i frutti, ovvero il legumi, e il piccolo occhiello che collegava il legume al baccello, e che fa anche da chiusura della pelle che lo riveste. Delicatamente e partendo dall’apertura ottenuta, rimuovi la buccia facilmente. Se noti fave particolarmente piccole, non è necessario rimuovere loro la buccia.

Come pulire le fave

Conservazione

Una volta sgranate puoi conservare le fave fresche in frigorifero per 2-3 giorni al massimo protette con la pellicola trasparente. Puoi anche congelarle, previa cottura almeno parziale; sbollentale in acqua per pochissimi minuti, lasciale raffreddare e chiudile in un sacchetto alimentare da riporre poi nel congelatore.

Eccole pronte da inserire nelle tue ricette! Ora che hai imparato come pulire le fave, non ti ferma più nessuno! Prova la mia ciambella salata con soppressata e fave, oppure le mie frittatine con fave e pecorino.

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