Vin brulé

Mi basta sentirlo anche solo da lontano, e in un attimo sono completamente rapita dal suo incantevole profumo speziato fatto di note marcate piacevolmente intense da evocare magiche atmosfere. Il vin brulé è fatto di ingredienti bilanciati in perfetto equilibrio, proprio come una sinfonia ben congegnata: ognuno, a proprio modo, contribuisce a rendere speciale questa bevanda che adoro sorseggiare nelle fredde giornate invernali, quando è bello concedersi una sferzata di gusto e di energia. Il fatto che poi io ami spezie e aromi alla follia, beh, mi permette di assaporarne ancor più ogni sua singola goccia e coglierne le diverse sfumature.

Lo possiamo veder ribollire in grandi pentole fumanti nelle fiere o nei tipici mercatini di Natale, dove una tazza di vin brulé da portare a passeggio è praticamente d’obbligo. 

Io ho già tutto quello che mi serve in cucina, e tu? Ecco qui pronta la mia ricetta da correlare ad uno dei miei dolci di Natale!

PREPARAZIONE: 10 min. COTTURA: 15 min.  DIFFICOLTÀ: bassa COSTO: economico

Ingredienti per 700 ml di vin brulé

vino rosso corposo 750 ml
zucchero 150 g
cannella in stecca 1
chiodi di garofano 4
limoni 1
arance 1
noce moscata un pizzico
anice stellato 2

Procedimento

In una pentola versa il vino rosso e aggiungi lo zucchero. Ottieni la scorza dal limone e dall’arancia, facendo attenzione a non includere la parte bianca sottostante, che è amara.

Metti le scorze in infusione nel vino; quindi aggiungi le spezie: la cannella in stecca, i chiodi di garofano e l’anice stellato.

Porta gli ingredienti a bollore così che lo zucchero si sciolga e che scorze e spezie rilascino aroma e oli essenziali. A questo punto viene il bello! Con un fiammifero lungo o con un accendino lungo da cucina, facendo moltissima attenzione, infiamma il vino; grazie alla componente alcolica prenderà fuoco e diventerà effettivamente “brulé”.

Attendi che la fiammata si estingua da sola: in quel momento la componente alcolica sarà esaurita e il vin brulè pronto. Scolalo filtrandolo in un colino per raccogliere tutti gli ingredienti; quindi versa il vin brulé nei bicchieri lasciando se vuoi qualche scorzetta decorativa. Mi raccomando, deve essere caldissimo!

Vin brulé: note

Consiglio a chi segue un’alimentazione vegana di prestare attenzione allo zucchero che si acquista, considerando che la riuscita della ricetta sarà un successo con ogni tipo di zucchero.

Il momento della fiammata può essere davvero pericoloso soprattutto se si fa in casa e senza usare gli strumenti adatti: evita cerini, fiammiferi  e accendini classici che ti porterebbero troppo vicino al fuoco. Se non hai sufficiente spazio sopra i fornelli (tra il fornello e la cappa), spostati senza problemi in un luogo più sicuro per procedere li con la fiammata.

Nonservazione

Il consiglio è consumare subito il vin brulé, ma puoi benissimo imbottigliarlo e conservarlo per 3-4 giorni in frigorifero. All’occorrenza ti basterà portarlo nuovamente a bollore, senza ripetere la fiammata perché la componente alcolica sarà assente.

Bevande per l’inverno

In inverno, cosa c’è di meglio che sorseggiare qualcosa di caldo? Qui ti lascio l’idea per scaldare le tue giornate… e il tuo cuore!

Sapevi che…

Il vin brulé ha una storia antica da raccontare: nell’antica Roma si preparava, infatti, il Conditum Paradoxum, un vino scaldato con l’aggiunta di miele e aromi (pepe, foglie di nardo, zafferano e datteri) che veniva offerto agli ospiti alla fine del pasto; le spezie, in questo caso, non solo rendevano il vino saporito, ma contribuivano anche alla sua conservazione. L’usanza di bere vini speziati continuò anche nel Medioevo, dove però venivano gustati freddi. Il vin brulé oggi è conosciuto in tutta Europa con nomi diversi: mulled wine in Inghilterra, vin chaud in Francia, gluhwein in Germania e glogg nei paesi del Nord.

4.9/5
vota

Privacy Policy - Cookie Policy - Impostazioni cookie