Come scegliere i calici da vino

Articolo realizzato in collaborazione con: Italesse

Lo ammetto. Con estrema moderazione, ma amo ogni tanto concedermi un bicchiere di vino per una piccola pausa rilassante o per accompagnare un pasto importante. Mi piacciono i bianchi fermi, freschi e aromatici, ma anche i rossi corposi, quelli che sanno trasferire tutte le loro sfumature per arricchire piatti robusti. E da buona donna di origini calabresi, amo anche i rosati vinificati da uve maturate sotto il sole caldo e schiaffeggiate dal vento salino che soffia dal mare.

Ma proprio perché mi piace bere poco ma bene, ho anche nel tempo imparato che un ruolo fondamentale lo ha anche il contenitore da cui beviamo. Un buon bicchiere da vino non può essere scelto a caso, e deve avere caratteristiche precise per esaltare il suo prezioso contenuto.

Eh già il bicchiere! In circolazione troviamo una miriade di bicchieri diversi per forma, colore, peso e prezzo e molto spesso nell’acquisto siamo mossi da scelte estetiche perché si considera il bicchiere un semplice adornamento della tavola, anche se non è così.

Calici in foto: Italesse

Sperimentate e divertitevi!

Vi invito a fare un piccolo esperimento che era stato proposto anche a me qualche anno fa: prendete un bicchiere per l’acqua e due bicchieri per il vino con forme differenti, poi aprite una bottiglia e versate il vino in ognuno dei bicchieri scelti e… ogni bicchiere vi darà sensazioni differenti, come se si trattasse di vini differenti.

Nel bicchiere per l’acqua il vino avrà maggiore intensità e si percepiranno le sensazioni più dure e anche l’alcool si sentirà di più mentre sarà difficile apprezzare i profumi e l’eleganza del vino. Vedrete che assaggiandolo in un calice avrete sensazioni differenti e che tra un calice ed un altro uno dei due vi farà apprezzare meglio il vino. Questo è il motivo per cui, così come quando si cucina si cerca di utilizzare i migliori ingredienti possibili, quando si beve un determinato vino bisognerebbe scegliere il calice più adatto.

Guida alla scelta dei calici

Se state costruendo la vostra “attrezzatura di base”, vi consiglio di acquistare calici in tre formati differenti: uno vi servirà per le bollicine e due per poterli utilizzare a seconda delle caratteristiche di un vino, andando oltre la convenzione del calice da vino rosso e del calice da vino bianco. Lo stelo dei calici dovrà essere lungo, sai perché? Beh, è facile da comprendere: le nostre mani hanno aromi e profumi che arrivando vicino al naso potrebbero non permetterci di assaporare al meglio la nostra bevanda.

Oltre allo stelo, è di fondamentale importanza la forma del calice.

Per i vini con bollicine, i flute stanno via via lasciando il passo a bicchieri con il calice più ampio, che consenta di far arrivare al naso tutto il bouquet del vino. I moderni calici da bollicine sono dotati di punti incisi a laser che facilitano la formazione del perlage. Più bollicine si formeranno nel bicchiere, infatti, più gli aromi saliranno al naso inebriandoci e facendoci apprezzare meglio il vino.

Vini rossi e bianchi? 

Per i vini rossi e bianchi vi consiglio invece due tipologie di bicchieri, uno con la coppa più contenuta e una con la coppa più ampia, da utilizzare secondo le caratteristiche del vino.

Le forme del calice sono importantissime. In particolare, bisogna fare attenzione al diametro della parte del bicchiere dove avviciniamo il naso per sentire gli aromi o poggiamo la bocca per bere, che si chiama bevante.  Se questo sarà più stretto avremo maggiore intensità al naso e in bocca il vino apparirà più sapido e, permettetemi il termine, più “duro”. Se invece il bevante sarà più ampio il vino sarà più elegante ma meno intenso al naso e più morbido al palato. Ma importantissimo è anche il diametro massimo della coppa, infatti più questa sarà ampia più il vino si ossigenerà meglio e più apprezzeremo, al naso come al palato, la complessità aromatica del vino.

Ecco che allora, indipendentemente che un vino sia bianco, rosso o rosato, che il vitigno con cui è prodotto si chiami pinot nero, sangiovese o cabernet sauvignon sceglieremo l’uno o l’altro bicchiere a seconda delle sue caratteristiche.

Se il vino è giovane e fruttato, se gioca più sull’eleganza e la freschezza rispetto alla struttura e alla complessità aromatica allora sceglierò il calice con la coppa meno ampia e il bevante più stretto, se invece il vino sarà importante per struttura e complessità sceglierò il calice dalle forme più generose.

Sembra complesso? Forse, ma anche in cucina quando si preparano nuovi piatti, beh come si dice, la ciambella non sempre viene con il buco. Come una ricetta va provata e riprovata, così il capire il calice giusto da usare per apprezzare un buon vino necessita di esercizio… un esercizio che tutto sommato non è affatto faticoso!

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