Mozzarella in carrozza

La mozzarella in carrozza è una ricetta che ho sempre sbagliato: a casa mia si faceva intingendo le fette di pane nell’uovo, passandole nel pangrattato e friggendole. Il risultato era davvero ottimo e, per anni, sono andata avanti imperterrita perseverando nel mio errore. Poi la folgorazione. A Napoli, in un ristorantino sul lungomare, ho assaggiato la mozzarella in carrozza e, da allora, tutto è cambiato.

La vera mozzarella in carrozza è di una semplicità disarmate: pane, uova, farina, latte e, ovviamente, ottima mozzarella. Nella versione napoletana non può che essere di bufala campana. Ne esiste anche una variante romana che prevede, oltre alla mozzarella fiordilatte, anche l’aggiunta dell’acciuga. Entrambe si friggono in abbondante olio bollente e si gustano calde quando la mozzarella è ancora filante. Io non ho resistito e le ho preparate entrambe cercando, questa volta, di restare il più fedele possibile alla ricetta originale. Se adori la mozzarella, non puoi davvero perderti la mia mozzarella ripiena: un’alternativa originale. Vale anche come street food, al pari dei miei succulenti corn dog oppure dei felafel: giriamo il mondo!

Amici campani e laziali, fatevi sentire: che ve ne pare della mia mozzarella in carrozza?

Mozzarella in carrozza

PREPARAZIONE:30 min. COTTURA: 30 min. DIFFICOLTA‘: bassa.  COSTO: economico.  

Mozzarella in carrozza: ingredienti per 12 pezzi

pan carrè (o pane raffermo affettato) 12 fette
mozzarella fiordilatte 375 g
acciughe sott’olio 6 filetti
farina 00 80 g
uova 3
latte 150 g
sale q.b.
pepe macinato q.b.

per friggere

olio d’arachide 1 lt

Mozzarella in carrozza: procedimento

Componi la mozzarella in carrozza

Oggi giorno, la mozzarella in carrozza viene preparata con del pancarré, ma originariamente, visto che era una ricetta del riciclo, si utilizzava il pane raffermo.
Taglia il filone a fette spesse circa 1 cm e ½  e poi elimina la crosta (se utilizzi il pancarrè rifila 12 fette).

mozzarella in carrozza

In una ciotola sbatti le uova, il latte, unisci il sale e il pepe macinato al momento. Taglia anche la mozzarella fiordilatte (o se preferisci quella di bufala) a fette dello spessore di 1 cm. Disponi su 6 fette di pane le fette di mozzarella, e su 3 di esse adagia anche un filetto di acciuga sott’olio (è una variante molto saporita).

mozzarella in carrozza

Impana

Richiudi appoggiandoci sopra le restanti fette di pane e poi passa i sandwich così ottenuti nella farina: passa molto bene i lati dei sandwich in modo che la farina possa fare da collante quando la inumidirai successivamente; questa operazione impedirà così di fare fuoriuscire il ripieno durante la frittura.

Quando avrai terminato di infarinare tutti i sandwich, potrai intingerli nel composto di uova e latte, indugiando per qualche secondo in modo da inzupparli per bene.

mozzarella in carrozza

Friggi

Nel frattempo puoi fare scaldare l’olio e farlo arrivare a 170° (mi raccomando: non superare mai i 175°, altrimenti l’olio brucerà in fretta); immergi nell’olio a temperatura 3-4 pezzi di mozzarelle in carrozza alla volta e friggili circa 3-4 minuti per lato fino a farli diventare belli dorati.

mozzarella in carrozza

Dopo la frittura poggiali su un piatto foderato con carta assorbente e poi servili ancora caldi: vedrai fin dal primo morso che effetto filante!

Mozzarella in carrozza: note

La variante di mozzarella in carrozza con l’acciuga è la più gettonata. A me piace anche quella con il pomodorino secco sott’olio che dà una bella sferzata di sapore. Preparala anche con fette di prosciutto cotto. Una volta ho provato a distribuire sulla mozzarella del pesto appena fatto e devo dire che il binomio è stato eccellente!

Se sostituisci il pane con una buona pagnotta senza glutine e la farina 00 con quella di riso, la mozzarella in carrozza può essere adatta anche a chi soffre di celiachia!

Mozzarella in carrozza: conservazione

Si sa: i fritti vanno mangiati caldi, quindi ti sconsiglio di conservare la mozzarella in carrozza già cotta. Potresti congelarla prima di friggerla: adagiala su un vassoio o un piatto foderato con carta forno congelala, poi trasferiscila in un sacchetto freezer per un mese. Quando dovrai friggerla immergila direttamente nell’olio caldo e per qualche minuto in più rispetto a quella fresca.

Mozzarella in carrozza: sapevi che…

Mi sono sempre chiesta: ma perché si chiama mozzarella in carrozza? Come spesso accadde quando si parla di cibo, l’origine e l’etimologia di certi piatti a volte stupisce e, infatti, guarda cosa ho scoperto cercando qua e là! Nata nell’ ‘800, si dice che il suo nome derivi dalla tipica forma del pane impiegato allora, tonda proprio come le ruote di una carrozza e quindi facilmente riconducibile ai due dischi che racchiudevano il cuore di mozzarella. La parte più gustosa di questa bontà? Già dal primo boccone la mozzarella dovrà assolutamente filare, creando quei tipici fili che tanto somigliano alle redini delle carrozze!

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23 Commenti

  1. Complimenti le tue spiegazioni sono perfette Io ho fatto la mozzarella in carrozza ho imbevuto appena i bordi al latte,infarinato uovo e per finire pangrattato

    1. Ciao Paola, che bello mi fa piacere, complimenti a te e buona cucina

    2. si ma il pangrattato non c’è nella sua ricetta… E’ meglio usarlo o no? grazie

  2. BRAVISSIMA BRAVISSIMA BRAVISSIMA è la prima volta che vedo usare il pane vero raffermo e non quella cosa che non voglio sapere come si chiama !!!! Una napoletana di passaggio …Baci !!

  3. Cara Sonia, grazie per tutte le tue magnifiche ricette, semplici o più complesse, garantiscono sempre il successo Tra i miei commensali! Una curiositá: in questa ricetta è fattibile miscelare le uova con il latte di bufala della mozzarella stessa e non col semplice latte? Un caro saluto

    1. Ciao Andreina! Son contenta che ti sia piaciuta la mia ricetta 🙂 Volendo, puoi provare 🙂

  4. Finalmente una ricetta realizzabile! Quella con il pancarré infatti non lo è: il pancarré è fine e friabile, se lo bagni e ci metti la mozzarella in mezzo, si rompe miseramente. A chi lo volesse comunque usare, consiglio di inserire una fetta di pancarré intermedia forata in modo da farci entrare la fetta di mozzarella. Comunque ora proverò con il pane vero!

  5. A Roma si usa molto fare la mozzarella in carrozza, mia nonna la faceva spesso. Io invece non ci crederai non l’ho mia fatta. Vedendo la tua ricetta mi è venuta voglia di prepararla . Complimenti per il sito. Piatti golosi e foto molto belle. Ti seguo sempre sul canale Fox. Grazie per i like che hai messo su instagram sulle mie foto, per me è stato un grande onore. Un abbraccio Fabiola

  6. Non l’ho mai fatta ma mi hai fatto venire voglia!! Mi sa che ci provo stasera . Grazie!!

  7. Prima la farina e POI le uova? Di solito, per i fritti, faccio il contrario, anche perchè la farina (o il pan grattato) non si attacca, altrimenti. Devo provarci

    1. Ciao Raffaella 🙂 Il motivo per cui uso prima la farina o solo dopo l’uovo è che la farina, a contatto con l’umidità (che sia dell’uovo, del latte o dell’acqua) fa da collante. Mettendo prima l’uovo, la panatura rischia di aprirsi e di “scivolare” dall’alimento 😉

    2. Ciao, senti io ho letto in un libro-pdf di una indimenticabile cuoca partenopea che lei spennellava appena di latte le fette, prima di passarle nella farina. Così, la farina legava subito alle fette. Infine le passava nell’uovo sbattuto e salato (pepe a piacere). Ma le lasciava un po’ riposare, un minuto e due, in modo che assorbissero l’uovo prima di metterle a friggere. Prova.
      Io consiglio di mantenersi a mezzo cm dal bordo della fetta, con la mozzarella, e di spennellare (di latte o di latticello della mozzarella) quell’area non coperta. Così, quando le si passa nella farina, insistendo sui bordi, un po’ di farina entra lì e incolla le fette.

  8. Ciao Sonia buonissima grazie per l’ottima ricetta! Ti volevo segnalare un errore di battitura:
    “Una volta HO provato anche a spalmare con del pesto appena fatto”
    Scusa se mi sono permessa 😉

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