Piadina romagnola

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 4m
  • Riposo: 0h 40m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Metodo cottura: Piastra
  • Cucina: Italiana, Romagnola

La piadina romagnola è un classico della cucina regionale, che puoi gustare come spuntino o piatto unico per un pic nic o un pranzo veloce. Grazie alla sua consistenza particolare e al sapore neutro, si presta ad accogliere diverse farciture che soddisfano i gusti di grandi e piccini.
Se non vuoi aspettare le vacanze estive in Riviera per gustarla, puoi prepararla facilmente anche a casa, abbinandola con affettati, formaggi morbidi o stagionati, verdure fresche o grigliate, ma anche arricchendola con alcui condimenti sfiziosi come la mia crema al prosciutto, la salsa di avocado e yogurt o quella al mango, un pesto di zucchine o di capperi. Nulla vieta infine di declinarla inversione dolce, con l’aggiunta di creme, confetture e frutta.

Ingredienti per 6 piadine di diametro 25-30 cm

  • Farina 00 500 g
  • Acqua (o latte)250 g
  • Strutto (+ 60 g per la versione sfogliata)100 g
  • Sale 12 g
  • Bicarbonato 5 g

Allergeni

Cereali e derivati

Procedimento

PER LA VERSIONE CLASSICA

Per preparare la piadina romagnola in versione classica, metti tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e impastali fino a ottenere una palla compatta e lavorabile.

Ribalta l’impasto sul piano e lavoralo per almeno 10-15 minuti finché la pasta diventerà liscia.
A questo punto dividi l’impasto in 6 palline del peso di circa 140 g l’una, coprile con la pellicola e lasciale riposare per 30-40 minuti.

Trascorso il tempo di riposo stendi ogni pallina con il matterello cercando di ottenere un cerchio il più regolare possibile del diametro di 25-30 cm.

PER LA VERSIONE SFOGLIATA

Con lo stesso impasto puoi preparare anche la piadina sfogliata. Ti basterà stendere ogni pallina con il col matterello come in precedenza, spennellarla in superficie con 10 g di strutto e poi richiuderla arrotolandola strettamente su se stessa in modo da formare prima un cilindro e poi una chiocciola.

Copri le chiocciole con della pellicola e lasciale riposare per altri 30 minuti, poi stendile di nuovo col matterello, formando un cerchio di 25-30 cm di diametro.

Ecco che la tua piadina sfogliata è pronta per essere cotta.

COTTURA

Scalda una padella antiaderente dal fondo piatto, in modo che risulti ben calda ma non tanto da bruciare la piadina.
Una a una, poggia ogni piadina nella padella e cuocila 2-3 minuti per lato.

Dopo la cottura, appoggia ogni piadina su un piatto, coprendole con un canovaccio pulito per mantenere calore e umidità fino al momento di farcire e servire.

Note & consigli

* Se vuoi ottenere una piadina più morbida, puoi sostituire parte o tutta acqua con il latte.

*Il bicarbonato serve a rendere l’impasto più fragrante. C’è chi al posto del bicarbonato aggiunge lievito in polvere istantaneo, ma la ricetta originale non lo prevede.

 

Conservazione

Una volta pronte, puoi conservare le tue piadine in frigorifero in un contenitore ermetico per circa 2 giorni. Se preferisci, le puoi anche congelare.

Curiosità

*Diverse sono le ipotesi sull’origine della piadina e sulla sua forma e impasto originale. Sicuramente tracce di questo pane tipico si trovano già all’epoca degli antichi romani, ma forse possiamo risalire addirittura agli Etruschi. La prima testimonianza scritta della piadina invece risale al 1371, quando il cardinal Anglico de Grimoard ne parla in un trattato descrivendone la ricetta: “Si fa con farina di grano intrisa d’acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e condire con un po’ di strutto”.

*Grazie alla semplicità e versatilità della sua preparazione, per molti secoli la piadina restò il pane dei contadini. La sua vera fortuna iniziò negli anni ’40 e ’50 quando, grazie ai numerosi chioschi che lungo le strade la offrivano a poco prezzo, la piadina romagnola seppe conquistare i turisti arrivati da tutto il mondo sulle calde spiagge romagnole!

*La piadina è stata anche protagonista di una poesia di Giovanni Pascoli, intitolata appunto “La piada”. Un’ulteriore testimonianza di come questo cibo “povero” abbia saputo conquistarsi una nobile fama.











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