Un dolce che incrocia la torta di mele e la torta di riso, dalla consistenza compatta ma piacevolmente umida

Torta di riso con mele e uvetta

  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 1h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 10 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana

Oggi ti propongo un delizioso incrocio tra la comune torta di mele, lo strudel, la celebre torta di riso genovese e un quella tipica della cucina emiliano romagnola (in particolare  bolognese). Si tratta di un dolce dalla consistenza compatta ma piacevolmente umida, grazie alla presenza dei chicchi di riso cotti nel latte zuccherato e aromatizzato con la scorza di limone. Ad arricchire il tutto ci pensano le mele e l’uvetta,  insieme alla farina di mandorle. Il vantaggio di questo dolce? Oltre a essere buonissimo è anche senza glutine!!!

Ingredienti

per uno stampo da 26 cm di diametro

  • Riso (a chicco piccolo, tipo Sant’Andrea o Originario)260 g
  • Mele 400 g
  • Uvetta 100 g
  • Zucchero 120 g
  • Farina di mandorle 120 g
  • Limone (il succo e la scorza)1
  • Latte 1 l
  • Uova medie (a temperatura ambiente)5
  • Lievito chimico in polvere per dolci 16 g
  • Sale 1 pizzico

per decorare

  • Zucchero a velo q.b.

Allergeni

Cereali e derivati Frutta a guscio Latte Uova

Procedimento

Per l’impasto

Per preparare la torta di riso con mele e uvetta, per prima cosa metti l’uvetta in ammollo in una ciotola con acqua o rum per ammorbidirla.

Versa il latte in un tegame e aggiungi due cucchiai dello zucchero previsto, la scorza del limone ben lavato e il sale. Porta il latte a bollore e poi unisci il riso; fallo cuocere per almeno 20 minuti, poi una volta cotto, travasa il riso cremoso in una terrina bassa e larga per farlo raffreddare. Coprilo con pellicola trasparente a contatto e lascialo raffreddare.

Sbuccia le mele e tagliale in quarti rimuovendo il torsolo, poi taglia ogni quarto in fettine sottili e uniformi che irrorerai con un po’ di succo di limone per non farle annerire. Tienile da parte.

Separa i tuorli dagli albumi; metti questi ultimi in una ciotola capiente, quindi montali con uno sbattitore elettrico. Non appena diventeranno bianchi, aggiungi lo zucchero in tre riprese e poi unisci un tuorlo alla volta, uno ogni 1 minuto fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.

Quando il riso sarà freddo, trasferiscilo in una capiente ciotola: aggiungi l’uvetta e il composto di uova montate poco per volta e mescolando delicatamente. Procedi unendo la farina di mandorle e il lievito setacciati, amalgamando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Per ultime, aggiungi le fettine di mela.

cottura

Imburra e fodera con la carta forno uno stampo a cerchio apribile del diametro di 26 cm, lasciando che sporga di qualche centimetro dai bordi, e versa al suo interno il composto, livellandone bene la superficie.

Cuoci la torta di riso con mele e uvetta in forno statico preriscaldato a 180° per 40/45 minuti accertandoti dell’avvenuta cottura pungendola con uno stecchino di legno.

Sforna la torta e lasciala intiepidire prima di sformarla e cospargerla con zucchero a velo.

Varianti della ricetta

Nella torta di riso puoi aggiungere altri elementi, come la vaniglia in bacca, della cannella in polvere o una goccia del tuo liquore preferito: data la presenza delle mele e dell’uvetta, starebbe davvero benissimo un rum aromatico come lo Stroh. In alternativa al limone puoi sicuramente usare la scorza di un’arancia; per una nota più croccante puoi aggiungere all’impasto dei pinoli o delle nocciole tostate.

Conservazione

Essendo molto umida consiglio di conservare la torta di riso con mele e uvetta per 2 giorni sotto una campana di vetro oppure in frigorifero. Non consiglio di congelarla.

 

Curiosità

A Bologna, la torta di riso è chiamata “torta degli addobbi”. La ricetta fu istituzionalizzata nel 1470 per festeggiare appunto i cosiddetti “addobbi”, ovvero il restauro delle facciate delle case che, parrocchia dopo parrocchia, ricorreva ogni 10 anni. Nonostante all’epoca gli ingredienti utilizzati (soprattutto il riso, le mandorle e il latte di mandorla usato invece di quello vaccino)  fossero abbastanza costosi, il dolce ebbe successo grazie alla sua capacità di andare incontro alla predilezione tipicamente medievale, per i dolci di colore bianco (si veda la diffusione delle molte ricette di “Biancomangiare”) e giallo. 

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